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Da Locorotondo a Ostuni in Mountain Bike: un percorso arduo per ammirare paesaggi mozzafiato

La mountain bike è un modo di vivere le vacanze nel rispetto dell’ambiente e dei propri ritmi, per provare il senso concreto di esserci meritati la bellezza che ci circonda.

Non ci stancheremo mai di ripeterlo, la bicicletta è uno dei mezzi migliori per muoversi in Valle d’Itria!

In sella a una mountain bike puoi viaggiare a ritmo lento dandoti il giusto tempo per ammirare il paesaggio, per fermarti quando il tuo sguardo è catturato da un panorama o uno scorcio particolarmente bello, come un trullo immerso in un paesaggio campestre.

Inoltre è il mezzo ideale per vivere un’esperienza sensoriale a 360° e sentire con il corpo un territorio che alterna infinite pendenze a comode strade pianeggianti, ma soprattutto per godere di viste e panorami mozzafiato.

Inoltre, non si può dire di aver visitato la Valle d’Itria, se non si è vissuto, anche un solo un breve istante, sospesi nel presente senza tempo delle sue contrade e farlo in bici rende tutto unico ed indimenticabile.

Il percorso che ti proponiamo può essere fatto sia su asfalto, attraversando contrada per contrada, sia percorrendo una rete di tratturi e strade forestali. In entrambi le opzioni è un percorso di livello medio-alto, la cui lunghezza è di circa 60 chilometri (calcolata sull’andata e ritorno), e il dislivello è di circa 500 metri.

L’itinerario

Partiamo da Locorotondo, appena fuori dal borgo antico, e ci dirigiamo verso contrada Trito, attraversando contrada Papacidd. Questo primo tratto è su asfalto, ma sarai comunque immerso nella natura, nei silenzi e nella magia regalati dal continuo incedere dei muretti a secco, accompagnati da mandorli, fichi, querce, viti, olivi e fichi d’india.

Proseguiamo attraversando prima contrada Pasqualone, poi sorpassiamo strada vicinale di Rizzo, sopravanziamo verso Contrada Zuzù, Serafino e infine Tumbinno. Continuando a seguire la via ci troviamo a pedalare su strada vicinale di Cucinella. L’area da percorrere in questo itinerario è sulla linea di confine tra i territori di Locorotondo e di Cisternino, un giro che si sviluppa sulle ultime balze della collina murgiana prima di degradare sulla Piana degli Ulivi adriatica.

Strada verso contrada Rizzo

Qualche pendenza impegnativa potrebbe suggerire di mollare tutto e tornare indietro. Non farlo! Il panorama che ti si aprirà davanti agli occhi è imperdibile. Il percorso infatti è immerso nei boschi e ti permetterà di scoprire gli angoli più nascosti della Valle d’Itria, puoi infatti trovare elementi di pregio archeologico e architettonico in ogni contrada, ad esempio a Zuzù, vi è un nucleo molto antico del  villaggio primitivo (Età del Bronzo – II millennio a.C.); a Contrada Serafino puoi visitare il sito medievale con la chiesa di Sant’Eligio e infine nella pittoresca contrada Tumbinno puoi ammirare un’antica foggia-cisterna,per la raccolta dell’acqua piovana, uno dei principali manufatti dell’architettura spontanea della pietra.

Continuando a seguire la via ci troviamo a pedalare su strada vicinale di Cucinella, superiamo Contrada Marinelli, e raggiungiamo l’area collinare di Monte Pizzuto, dove con uno sguardo potrai ammirare tutta la costa, dalla piana degli olivi secolari di Fasano fino a Rosamarina.

In un costante susseguirsi di salite e discese superiamo contrada Capitolo, via Specchia e contrada Panza, e arriviamo su contrada Acquarossa, qui troviamo un susseguirsi serrato di scalate ed ascese che non lascia scampo. Per superarle in maniera agile e divertita abbiamo bisogno di una buona velocità di partenza… Quindi prendi la rincorsa!

Il nostro tour va avanti su contrada Porcara, al km 11 deviamo sulla sinistra per una stradina sterrata. La segnaletica verticale ci aiuta. Ci dirigiamo verso il Santuario di San Biagio in Rialbo.  Verdi vallate e terra bruna lasciano ora spazio a roccia e a una vegetazione fitta. Dopo aver aver effettuato diverse svolte nel bosco di querce da sughero, ad un tratto troviamo dinanzi a noi San Biagio in Rialbo, un santuario metà grotta e metà chiesa, letteralmente abbarbicato sul fianco di un colle. Questi ultimi 2 chilometri sono probabilmente i più impegnativi in quanto c’è un dislivello di circa 300 metri, concentrato appunto in un paio di chilometri.

Il santuario, oggi in avanzato stato di degrado, è meta ogni anno di pellegrinaggio da parte dei devoti che il 3 febbraio, per devozione, si recano a rendere omaggio al santo patrono della città di Ostuni. Puoi godere ora di un suggestivo paesaggio interessato, tra l’altro, da una grava di enormi dimensioni considerata dagli speleologi la più grande cavità sotterranea esistente in Puglia. Dal santuario si osserva la piana degli uliveti che copre interamente tutta l’area compresa tra Ostuni e il mare. Diverse masserie, alcune ricordate in epoca medievale, si ritrovano sia sull’area collinare sia nella piana circostante e formano un unicum di eccezionale interesse paesaggistico e naturale. Rimaniamo qui il tempo che occorre. Nessuno ci insegue. Lasciamo cullare dalla tranquillità della boscaglia, per poi rimetterci in sella e ripercorrere a ritroso il percorso fatto.

Se non hai molto tempo puoi iniziare il percorso da Cisternino, partendo dall’area di Monte Pizzuto, dove c’è una piazzola dove poter lasciare la macchina, e proseguire verso il Santuario di San Biagio. Da qui il percorso è lungo circa 30 chilometri (calcolati sull’andata e ritorno).

In un mondo così piccolo, a portata di pochi chilometri, troverai panorami variegati, capaci di regalarti momenti di meraviglia e serenità, grazie al silenzio che aleggia da sempre per queste vie. Anche quando dovrete per forza di cose alzarvi sui pedali. Pedalate per credere!

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