Scavi di Egnazia

Scavi di Egnazia

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A pochi chilometri dai trulli di Alberobello e dalla città bianca di Ostuni, sulla strada che collega Bari e Brindisi, è conservato l’esempio più esteso di città romana e tardo antica della Puglia.

Il sito archeologico si trova nei pressi di Fasano e testimonia la storia di Egnazia, attivo centro commerciale del mondo antico, il cui primo insediamento risale al XV secolo a.C. (età del Bronzo). Abitata dai Messapi a partire dall’VIII secolo a.C., la città entra a far parte prima della Repubblica e poi dell’Impero romano fino alla sua decadenza nel Medioevo.

È nella zona dell’acropoli che sono state trovate le più antiche tracce della presenza dell’uomo a Egnazia, datate all’età del Bronzo medio. Testimonianza della continuità della vita nelle epoche successive sono gli edifici di culto, tra cui l’imponente santuario traianeo dedicato a Venere realizzato in età romana (II secolo d.C.).

I resti della via Traiana, fatta costruire tra il 108 ed il 110 d.C. dall’imperatore Traiano come variante della via Appia per collegare Benevento (Beneventum) a Brindisi (Brundisium), fanno da ideale divisione tra gli edifici pubblici e i quartieri residenziali e artigianali della città romana.

Le tombe messapiche scoperte nelle necropoli presentano spesso decorazioni pittoriche che forniscono preziose informazioni relative alla cultura e alle credenze sull’aldilà diffuse tra il IV e II secolo a.C. Oltre agli affreschi, l’alto tenore di vita si evince dalla presenza di numerose tombe a camera – stanze sotterranee di grande dimensione scavate per intero nella roccia – e a semicamera, di grandezza inferiore. La realizzazione di tombe monumentali di carattere familiare, testimonia la presenza di una classe aristocratica emergente.