Basilica di San Martino

Basilica di San Martino

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Simbolo insigne del rococò martinese, monumento emblema di un’intera stagione artistica, nonché fucina per i massimi rappresentanti dell’architettura, della scultura e della pittura, la Basilica di San Martino, dedicata al santo patrono, San Martino vescovo di Tours vissuto nel IV secolo d.C., sorge sul sito che ha visto nascere ben tre edifici.

Della chiesa più antica restano, oggi, solo la torre campanaria e parte della sagrestia.

L’edificio subì, dunque, numerose trasformazioni nel corso di due secoli e mezzo, dagli inizi del Cinquecento fino a metà Settecento, quando per volontà dell’arciprete Isidoro Chirulli fu demolito l’antico edificio per realizzare, su disegno dell’architetto milanese Giuseppe Mariani, l’attuale tempio di gusto architettonico tardo barocco.

La decisione, dettata dalla necessità di consolidare le parti danneggiate dal terremoto del 20 febbraio 1743, incontrò l’esigenza estetica di conformare l’edificio ai gusti squisitamente settecenteschi.

La consacrazione della Collegiata avvenne il 22 ottobre 1775, circa trent’anni dopo la posa della prima pietra.

L’esterno della Basilica è caratterizzato dalla maestosa facciata, alta 37 metri, che poggia sulla scalinata semicircolare, un appello architettonico a guardare in alto. È impostata su due ordini architettonici, i cui elementi ornamentali, scolpiti nella pietra locale e organizzati in un armonico e dinamico gioco di sporgenze e rientranze, sono enfatizzati dall’elegante gruppo scultoreo centrale raffigurante San Martino che dona il mantello al Povero, di Giuseppe Morgese, capolavoro dell’arte civica martinese.

Giovanni Paolo II, il 22 aprile 1998, ha insignito la Collegiata di Martina Franca con il titolo di Basilica Minore. Nel 2000 l‘UNESCO l’ha dichiarata Monumento Messaggero di una Cultura di Pace.