Approfondimenti - Ambiente e territorio

Le Pianelle sono, infatti, uno dei migliori esempi di bosco misto che l'antica e diffusa antropizzazione del territorio ci ha lasciato. Oltre il luminoso ceduo di Fragno e Roverella, vi vegeta una splendida lecceta d'alto fusto, ormai rarissimo ricordo delle selve medievali.
Il fragneto del bosco delle Pianelle è arricchito anche dalla vegetazione delle rare piante della splendida Peonia (paeonia officinalis). Ma il visitatore attento non mancherà di notare il Carpino nero e la Carpinella vere sorprese botaniche in questo caldo orizzonte collinare. E l'aspetto più interessante di questa vegetazione spontanea, che per i più sensibili naturalisti potrebbe costituire un'affascinante itinerario botanico, è rappresentato dalle orchidee selvatiche. Diverse le specie. Ma quelle più diffuse appartengono al genere orchis e si possono osservare con maggiore frequenza in primavera.
Le altre specie presenti sono: l'Orniello, l'Olmo campestre, il Terebindo, il Corbezzolo, il Biancospino, il Lentisco ed il Pero Selvatico. Molto diffusa la fauna avicola, che con i suoi canti, rallegra il paesaggio. Tra i rapaci diurni emerge la Poiana con il suo lento volo planato.
Tra i Falconidi vi è il dinamico Gheppio. Non è difficile avvistare il raro Sparviere, la cui discontinua presenza fa ben sperare sugli equilibri ecologici del bosco. Tra i rapaci notturni, oltre la comune Civetta, vanno segnalati l'Allocco ed il Barbagianni, e soprattutto il Gufo comune.
Splendido uccello estivo e nidificante è la bellissima Upupa, vero simbolo dei boschi di quercia, e soprattutto dei fragneti, che pare prediligere per le sue acrobazie aeree e per la cova.
Ed è proprio nel ceduo di Fragno, in particolare al confine tra questa ed i campi circostanti, che possiamo trovare alcuni Lanidi, come l'Averla cinerina e l'Averla capirossa, che animano l'estate murgiana con i loro versi e le vorticose esibizioni di corteggiamento.
Il Bosco Pianelle costituisce una singolarità per la storia di Martina Franca e della stessa Puglia, essendo rimasta sempre a disposizione dei suoi cittadini (e per questo motivo storicamente al centro di aspre contese con le comunità di Massafra e di Taranto). La possibilità di poter ridurre a coltura parte di aree incolte per seminare, di pascolare i propri capi di bestiame, di tagliare la legna, di fare carbonaie o "calcare" per la produzione di carboni o di calce, di raccogliere ghiande, frutti e vegetali spontanei del bosco, costituiva per molti la principale attività economica e per la maggior parte della popolazione un essenziale complemento economico.
Fonte: martinafranca.info